Mentre l’industria musicale contemporanea si affanna tra algoritmi, stream compulsivi e produzioni in plastica, c’è chi decide fisicamente di tirare il freno a mano, prendere lo zaino e salire in quota. Il 25 ottobre 2024 segna il ritorno di Vasco Brondi con l’inedito “Ascoltare gli alberi”, un brano che non è solo una canzone, ma una dichiarazione d’intenti ecologica ed esistenziale.

Il pezzo fa da apripista all’omonimo album in uscita il 15 novembre (per Carosello Records), che fungerà da colonna sonora originale per “Fiore mio”, il primo film scritto, diretto e interpretato dallo scrittore Paolo Cognetti, in arrivo nelle sale cinematografiche in una tre giorni evento il 25, 26 e 27 novembre.
Un’amicizia fraterna ad alta quota
Se cercavate un’operazione di marketing studiata a tavolino, avete sbagliato indirizzo. La collaborazione tra Brondi e Cognetti nasce da un’amicizia vera, radicata nella stima reciproca e cementata da una visione del mondo che mette al centro l’amore per la montagna, i viaggi e la ricerca spirituale.
“Ascoltare gli alberi”, scritta appositamente per i titoli di coda del film, è nata esattamente dove doveva nascere: fuori da uno studio insonorizzato. Come ha dichiarato lo stesso cantautore ferrarese, il brano è stato scritto e registrato nel rifugio di Cognetti, proprio nei luoghi in cui sono state girate le scene del film.
“La prima idea mi è venuta camminando lì, un anno prima che questa canzone servisse. Si era manifestata mentre, seduto vicino a un torrente, lo ascoltavo scorrere e ascoltavo il vento tra gli alberi, e mi sembrava di capire qualcosa di più dei misteri delle nostre esistenze.”
Botanica, Thoreau e la sostenibilità dell’anima
Dal punto di vista tematico, il brano è un condensato di letteratura ambientale e consapevolezza green. Nelle trame del testo si respira il pensiero del filosofo Henry David Thoreau e si percepisce l’influenza dei saggi del neurobiologo vegetale Stefano Mancuso. È la sintesi di ore passate nel bosco, immobili o in cammino, a ricordarci che noi siamo parte dell’ecosistema, non i suoi padroni.
L’album, la cui genesi è un perfetto esempio di creazione a impatto (emotivo e ambientale) controllato, è disponibile in pre-order e vanta un’edizione in vinile a tiratura limitata e numerata, stampata in un suggestivo color “trasparente ghiaccio”. Piccola nota di servizio per gli amanti della sinergia tra arti: durante i giorni di programmazione di “Fiore mio”, chi si presenterà alla cassa del cinema con la mail di conferma dell’acquisto del vinile avrà diritto a un ingresso a prezzo ridotto nelle sale aderenti. Un’iniziativa brillante per riportare il pubblico fisicamente davanti allo schermo.
Dal Festival dei Popoli all’Alcatraz
L’opera cinematografica, che vede l’esordio alla regia di Cognetti, verrà presentata in anteprima al Festival dei Popoli di Firenze il 2 novembre, alla presenza di entrambi gli artisti.
Per Vasco Brondi non si tratta di un debutto assoluto nel mondo della celluloide. I più attenti ricorderanno che nel 2011, sotto il glorioso monicker de Le Luci della Centrale Elettrica, aveva già firmato il brano “Un campo lungo cinematografico” per il film “Ruggine” di Daniele Gaglianone.
Il 2024 del cantautore si chiuderà chiudendo un cerchio fondamentale: dopo i sold-out del tour primaverile nei club e l’intensa estate tra i festival di tutta Italia, il 2 dicembre l’Alcatraz di Milano ospiterà un grande concerto evento per festeggiare i dieci anni di “Costellazioni”, disco manifesto pubblicato nel marzo 2014.
Una fine d’anno all’insegna della memoria, del grande schermo e, soprattutto, della capacità di fermarsi ad ascoltare ciò che ha radici più profonde delle nostre.