Scegliere di intitolare il primo vero album sulla lunga distanza semplicemente con il proprio nome e cognome non è mai una scelta casuale. È, al contrario, una precisa dichiarazione d’intenti. Dopo aver dismesso i panni dell’alter ego degli esordi (Jacopo Planet) ed essersi messo a nudo lo scorso anno con un prezioso EP acustico, Jacopo Martini torna venerdì 22 maggio 2026 con “Jacopo Martini” (Zefiro Records / Island Records – Universal Music Italia).

Si tratta di un album specchio, intimo e confidenziale, che trova la sua perfetta sintesi emotiva in “Almeno tu”, la traccia scelta come focus track radioguidata di questo nuovo capitolo.
Un porto sicuro nel solco della grande scuola cantautorale
Se i precedenti singoli ci avevano già introdotto a un immaginario pastello, ironico e delicato, con “Almeno tu” il cantautore classe 1995 si spoglia di ogni sovrastruttura. Il brano si muove come una richiesta d’aiuto sussurrata alla persona amata, il desiderio profondo di trovare un porto sicuro in cui essere finalmente accolti e compresi.
A livello sonoro, il pezzo si inserisce con naturalezza nella gloriosa tradizione della grande canzone d’autore italiana — che evoca la grazia di Gino Paoli e le melodie senza tempo di Pino Donaggio — agganciandosi contemporaneamente alla sensibilità cinematografica e contemporanea di pesi massimi del pop d’autore odierno come Colapesce & Dimartino.
“Un viaggio al centro della propria emotività, dove l’eleganza compositiva incontra un’urgenza espressiva che non ha bisogno di nascondersi dietro a nessun concept.”
Dal salotto di casa alla co-produzione: la genesi di un viaggio intimo
La forza di questo progetto risiede interamente nella sua autenticità artigianale. L’album è nato infatti tra le mura domestiche, dove Jacopo — formatosi al prestigioso Berklee College of Music e forte di esperienze internazionali tra la Francia e gli Stati Uniti — ha suonato e registrato gran parte degli strumenti in prima persona. Questa materia prima, calda e confidenziale, ha poi trovato la sua veste definitiva e sofisticata grazie alla co-produzione curata insieme a Ugo Bongianni e Axel Pani.
Il disco si sviluppa come un racconto per immagini dalle tinte rétro, capace di far convivere le suggestioni folk internazionali di Devendra Banhart e Van Morrison con lo spirito italiano. Le tracce si rincorrono legandosi l’una all’altra: dal romanticismo magico di Un’isola che al divertissement cinematografico di Amore mio, passando per le ballad eleganti e notturne come Cambierò (la luna piena).
Non manca l’ironia pungente e disincantata, che emerge nitida nel manifesto sentimentale di Io odio (sospeso tra insofferenze quotidiane ed ecoansia) e nelle ricche venature soul di Tutto bene, dove i propri limiti vengono esorcizzati in un ritornello liberatorio. Il viaggio si chiude poi tra i ricordi sbiaditi di Un sogno lasciato a metà, la rassicurante quotidianità di Noi due (le coccole) e quel tifo per se stessi, ostinato e necessario, che attraversa Non mi lascio andare per spegnersi nel finale sospeso di Le mie labbra.
Il commento di Radio Hinterland
In un mercato musicale che viaggia a velocità insostenibili e spesso standardizzate, la scrittura di Jacopo Martini brilla per una dote sempre più rara: l’anacronismo felice. Jacopo scrive canzoni che sembrano esistere da sempre, capaci di unire una cifra stilistica colta e internazionale a una narrazione pop ironica, accessibile ma mai banale. “Almeno tu” è una boccata d’aria fresca, un brano cinematografico che mette al centro il peso specifico delle parole e la purezza degli arrangiamenti.
Per la sua capacità di riportare l’ascolto a una dimensione umana e profonda, abbiamo inserito ufficialmente “Almeno tu” nella rotazione musicale di Radio Hinterland. Sintonizzatevi sulle nostre frequenze per lasciarvi conquistare dal suo personalissimo e poetico filtro sul mondo.