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A due anni di distanza dall’ultimo EP Distratto, Eman torna a far sentire la sua voce, densa e fuori dal coro, nel panorama della musica d’autore italiana. È uscito giovedì 28 maggio “Barricate” (etichetta Mazinga Dischi, distribuito da Believe), il terzo singolo estratto che apre definitivamente la strada a “Magarìa”, l’attesissimo album di inediti in arrivo il prossimo 11 giugno 2026.

Eman Barricate

Dopo la pubblicazione di Luce dalle Crepe e La Peste, il cantautore calabrese firma un pezzo che scava nel profondo delle contraddizioni contemporanee, fotografando il disagio e la rivalsa di una generazione.

Tra rabbia urbana e un inaspettato bisogno d’amore

“Barricate” si presenta come un brano viscerale, fiero e volutamente “sporco”, capace di unire una forte tensione sociale a una dimensione intimista. Il testo racconta il senso di alienazione di chi si sente schiacciato da una società cinica, iper-consumista e violenta, dove l’indifferenza sembra aver preso il sopravvento. Eppure, proprio nel cuore del caos e della rivolta collettiva, Eman riesce a scorgere una crepa da cui passa la luce: la nascita di un sentimento profondo di appartenenza, resistenza e calore umano.

L’artista descrive la genesi dell’opera come un delicato equilibrio tra opposti:

“È una canzone sociale e viscerale, urbana e sporca, che tiene insieme disgusto privato e rivolta collettiva. Un brano sulla stanchezza di vivere dentro un mondo ingiusto, ma anche sulla possibilità che, proprio tra le barricate, qualcosa assomigli ancora all’amore.”

L’architettura sonora del brano riflette perfettamente questo contrasto. Prodotto e arrangiato a Milano da Ivan A. Rossi presso l’8brr.rec Studio e il Sartoria57 Studio, il pezzo vede le chitarre elettriche di Daniele Greco e i sintetizzatori di Daniel Mastrovito dialogare con un avvolgente arrangiamento d’archi, curato dallo stesso Rossi insieme a Lorenzo Di Blasi. Il risultato è un tappeto sonoro oscuro ma trascinante, impreziosito dall’artwork di Paolo Castaldi e dagli scatti di Mattia Gozzo.

Un percorso artistico oltre le etichette

Emanuele Aceto, in arte Eman, si conferma una delle figure più irrequiete e originali della nostra musica. Fin dai primi passi mossi nel 2005 all’interno della scena reggae e dancehall calabrese con il sound system Pennywise, ha dimostrato una versatilità rara, capace di far dialogare le sfumature della cultura underground con la grande tradizione della scrittura d’autore.

Il grande pubblico impara a conoscerlo nel 2012 con il successo del brano Insane, che lo porta alla firma con Sony Music e alla pubblicazione, nel 2016, di Amen. Un disco d’esordio capace di entrare nelle classifiche FIMI alternando l’impegno civile all’ironia tagliente. La sua dimensione naturale resta però il palco: i club e i teatri d’Italia registrano un sold out dopo l’altro, consolidando un legame fisico e quasi rituale con i propri ascoltatori.

Nel 2019 il disco Eman e la successiva partecipazione al Concerto del Primo Maggio a Roma ne consacrano la centralità, grazie anche a canzoni di straordinario impatto etico come Tutte le volte. La successiva transizione verso una produzione più rarefatta e meditativa trova oggi la sua perfetta evoluzione e maturità nei suoni di questo nuovo capitolo discografico, forte di una narrazione visiva che su YouTube ha già superato i 200 milioni di visualizzazioni complessive.

Il commento di Radio Hinterland

In un’epoca musicale dominata da canzoni create a tavolino per assecondare la rapidità dei flussi digitali, la scrittura di Eman rappresenta un atto di pura resistenza culturale. “Barricate” non è un semplice ascolto passeggero, ma una storia densa di chiaroscuri in cui specchiarsi; un brano pop d’autore contemporaneo che non ha paura di sporcarsi le mani con la realtà per estrarne poesia.

Per la profondità del suo messaggio e la straordinaria cura artigianale della sua produzione, “Barricate” entra ufficialmente a far parte della rotazione musicale di Radio Hinterland. Sintonizzatevi sulle nostre frequenze per scoprire questo viaggio sonoro e lasciarvi guidare verso l’universo di “Magarìa”.

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